Gli “Slanci” di Anna

“Non conosco nulla che non sia colore. Nulla.”

 

“Chi siamo?”
“Colori in transizione. Ecco cosa siamo.”
“E tu che colore sei?”
“Non potrei mai essere un solo colore, io. Io sono tutti i colori del mondo, perché dal mondo prendo vita e del mondo posseggo l’anima… Gli occhi, amore mio. Gli occhi sono la chiave. E i miei occhi non guardano soltanto. Oh no, i miei occhi ancora sanno vivere.”
“Detto così sembra facile.”
“Lo è, infatti. È sempre stato facile. L’aver dimenticato quanto lo sia, lo rende difficile…”
“Forse hai ragione tu. Siamo diventati ciechi oramai.”
“Forse. Tuttavia chiediti, sapremmo riconoscere le qualità della luce, se non conoscessimo l’oscurità e le sue pene?”

 

La capacità di vedere oltre, sebbene nota a pochi, è comune ad ogni essere umano ed è un dono meraviglioso. Una dote silente che giace nel profondo di ognuno e in quel luogo sospeso, fatto di fede e meditazione, attende d’essere chiamata, di schiudersi e rivelarsi nello stupore di un istante che senza una precisa ragione può cambiare una vita. Basta poco: una parola, un sorriso, un gesto, un sogno. A volte può essere una verità, altre una bugia. A volte è uno sguardo assorto, magari rapito dai dettagli di un dipinto, in viaggio lungo le linee di una scultura o ancora smarrito nei colori della vita… Abbiamo educato gli occhi a guardare soltanto, dimenticando la pienezza di un’osservazione accorta e puntuale, volta a comprendere le infinite sfumature dell’esistenza. E abbiamo dimenticato i colori. Le loro intensità. Le tonalità vivaci. Quelle delicate. I contrasti. L’equilibrio e l’armonia. E la musica. La musica suonata solo per noi, diversa per ciascuno di noi, che solo il cuore avverte. Le ricercate sinfonie di Anna Galassini, percepite nella contemplazione dei suoi “slanci”, sono un’esortazione alla vita. Un’esaltazione delle cose belle della vita, che alla fine sono le più semplici e le più vere. Quelle pure, che non sbiadiscono, che col tempo migliorano assumendo valore, che riemergono all’improvviso ai primi sintomi di paura, che scaldano il cuore nei momenti difficili. Che leniscono il dolore e acuiscono la speranza quando tutto sembra essere perduto. Parlo di abbracci, di carezze, di un bacio sulle gote, di frasi dette con amore, di onestà, di fiducia, di coscienza. Parlo di solidarietà, spesso confusa con la compassione, di una mano tesa, di sguardi mai chiesti e anche dei silenzi di un amico, regalati per ascoltare, per condividere, per sollevare. Chiunque possieda un cuore sa a cosa mi riferisco. Tutti, almeno una volta nella vita abbiamo provato sensazioni simili e tutti, almeno una volta, ne abbiamo avvertito la forza. Dirompente. Esplosiva. Rigenerante. I ricordi hanno questa forza! Possiedono un potere immenso e non possono essere fermati.Vivono in noi e assurgono dagli abissi della memoria per soccorrerci quando necessario. Con uno slancio verso l’alto, spingono il presente a mitigare il momento mediante un suono, un’immagine, uno scambio, un’istante di tenerezza che in quel frangente potrebbe cambiare ogni prospettiva. E lo slancio, quello slancio verso la vita cui tutti siamo per natura attratti, è magistralmente rappresentato dalle sculture di Anna, che ad Anna appartengono tanto quanto alle donne, delle quali racconta storie senza filtri. Percorsi diversi, mai paralleli, simili e dissimili, uguali e contrastanti. Comunque, tutti racchiusi nell’armonia di un arco proteso verso l’alto, all’interno del quale fioriscono i lineamenti di un corpo che, in movenze leggiadre, raffinate ed eleganti, celebra tutto quanto c’è da celebrare della vita. Gli “Slanci” sono materia viva agli occhi di chi, vivo, sente e vive l’incontro – perché di incontro si tratta – con la parte più introspettiva di sé. Ai colori è dato invece delineare il carattere. L’indole. Virtù e difetti. Nei colori v’è l’anima che tanto nominiamo, ma sovente dimentichiamo di avere e in un’epoca dove tutto e tutti sono connessi, in cui l’apparire s’è sostituito all’essere e dell’essere non rimangono che brandelli sbiaditi, gli “slanci” screziati di Anna sono luce nuova. Espressività sofferta, eccelso risultato di pingue ricerca personale volta a ritrarre i lati nascosti dell’IO e di emozioni intime. Ogni “slancio” è quindi un pugno allo stomaco, uno schiaffo violento in pieno volto, che desta dalla superficialità indotta da stereotipi effimeri e stimola l’uso della vista anche per “sentire”, per cogliere ciò che non riusciamo più a cogliere. L’essenza. E l’essenza, per Anna, non è forma. È sostanza.

 


Testo: Copyright © 2015 Francesco Barazza. Intro alla mostra “Slanci” di Anna Galassini. Tutti i diritti riservati. È severamente vietata la riproduzione, divulgazione e stampa della presente opera, in toto o in parte, senza l’autorizzazione dell’autore.

Foto: Copyright © 2015 Francesco Barazza. Tutti i diritti riservati. È severamente vietata la riproduzione, divulgazione e stampa della presente opera, in toto o in parte, senza l’autorizzazione dell’autore.

L’opera rappresentata è “SLANCIO” di Anna Galassini. Copyright © 2015 Anna Galassini. Tutti i diritti riservati. È severamente vietata la riproduzione, divulgazione e stampa della presente opera, in toto o in parte, senza l’autorizzazione dell’autore.

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