R E M I N I S C E N Z E

frammenti di viaggi interdimensionali

[…] Rifugiai nella solitudine, dove fui tentato e vinto dalle meraviglie della conoscenza. A lei ho dedicato i miei anni più belli, gli anni, per intenderci, che avrei dovuto vivere nella spensieratezza e che invece ho trascorso consumando pagine e pagine di sapere, ad affinare il pensiero e a torturarmi l’anima […]

Venezia, bambola dormiente – vestita d’oro e porcellana. Le braccia tese, a oriente […]

[…] Con uno slancio verso l’alto, spingono il presente a mitigare il momento mediante un suono, un’immagine, uno scambio, un’istante di tenerezza che in quel frangente potrebbe cambiare ogni prospettiva. E lo slancio, quello slancio verso la vita cui tutti siamo per natura attratti, è magistralmente rappresentato dalle sculture di Anna, che ad Anna appartengono tanto quanto alle donne, delle quali racconta storie senza filtri […]

[…] Nel tempio dissacrato dal potere – anarchia abiurata nel timore di un distacco prematuro – semino petali di poesia sgualcita – la mia, la sua, la loro. Poesia lorda d’intelletto e d’anima […]

[…] Tutto faceva supporre a un luogo fantastico, a una dimora incantata, come se parte di un’abitazione del mondo delle favole avesse sfruttato una fenditura nel tempo, l’avesse in qualche modo penetrata e fosse apparsa nella nostra dimensione, quella della realtà per come la conosciamo noi: ordinata e precisa. Statica e noiosa. […]

[…] Su rotte mai tracciate naviga l’ignaro – milite proscritto a tradimento da infida ideologia – ed è fallace desiderio di approdare a verità, l’ultimo tormento – l’incubo mordace, sodale di ogni sonno – e ancora torpida, dondola su ignoti abissi la bronzea polena greca […]

Claudicante il passo del vecchio amanuense – rintocco di strada è nell’aria –
del pensiero arenato su alacri mani d’oro, è memoria – sospiri trattenuti […]

Quella notte il cielo scrisse ancora. Con fulgide stelle e punteggiatura di nuvole zingare, riempì di parole semplici un candido foglio di notte. Giovanni, letto il messaggio, spalancò la finestra, si sistemò sul lettone con un’enorme coperta sulle spalle e iniziò a conversare teneramente con la magica volta. Lo faceva quasi ogni sera, prima di addormentarsi. […]

Scorre mansueto il fiume d’ambrosia – onirica corrente di sogni
attraversa cave d’ardesia – di plumbeo cielo s’istoria l’arida terra
e scalza, passeggia la donna su fragili ghiacci scalfiti da frutici pruni. […]